Settori / Alimentare e bevande
Packaging in fibra modellata per alimenti e bevande
La compostabilità è una proprietà di fine vita. L’idoneità al contatto con gli alimenti è una qualifica distinta. La protezione durante il trasporto è una terza questione ancora. In questo settore le tre vengono abitualmente trattate come un’unica domanda, e i progetti di packaging si arenano quando si dà per scontato che la risposta a una valga anche per le altre.
Tre domande distinte, di solito poste come una sola
La maggior parte dei brief di packaging per alimenti e bevande arriva con le domande già intrecciate. Separarle è il primo compito ingegneristico.
La prima domanda è meccanica. L’imballaggio tiene il prodotto durante l’impilamento, la movimentazione e nelle condizioni di distribuzione che incontrerà davvero? Un pallet di bottiglie piene esercita per giorni un carico verticale costante. Una vaschetta di frutta attraversa una catena del freddo in cui l’umidità cambia a ogni punto di trasbordo. Nessuno dei due casi si riduce a una prova di caduta, e nessuno dei due si risolve con la sola scelta del materiale.
La seconda domanda riguarda il contatto. La fibra tocca l’alimento? E se sì, in quali condizioni: alimento secco, umido o grasso, a quale temperatura, per quanto tempo, in quale mercato? Lo stato di contatto, cioè se l’imballaggio rientra tra i materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (MOCA) e in quali condizioni, determina il percorso della materia prima, gli additivi e i rivestimenti ammessi, l’ambiente produttivo e la documentazione che deve accompagnare ogni lotto. È una qualifica svolta prodotto per prodotto e mercato per mercato, non una proprietà che il materiale possiede o non possiede.
La terza domanda riguarda il fine vita. Riciclabilità, contenuto riciclato e compostabilità sono proprietà distinte, ciascuna con requisiti di prova propri, e un’affermazione su una di esse non dice nulla sulle altre. In ogni progetto THECA tiene separate queste tre domande: è proprio fondendole che una decisione di packaging finisce per poggiare sulle prove sbagliate e va rimessa in discussione quando lo stampo è già stato realizzato.
Applicazioni nel settore alimentare e delle bevande
Alcuni di questi formati toccano il prodotto, altri non lo toccano mai. Questa distinzione attraversa ogni scelta progettuale descritta di seguito.
Divisori per bottiglie nei formati Bordeaux, Champagne e Borgogna
Una bottiglia di vino piena è pesante, ha pareti in vetro e non tollera il contatto con la bottiglia accanto. Il divisore tiene separate le bottiglie durante la movimentazione e sostiene il carico di tutto ciò che vi è impilato sopra: in un centro di distribuzione possono essere diversi strati sovrapposti, per giorni. Struttura delle pareti e geometria delle nervature vengono definite in funzione del peso della bottiglia piena e della reale configurazione di impilamento, non della bottiglia vuota. Sono formati da trasporto: la fibra è a contatto con la bottiglia chiusa, non con il prodotto che contiene.
Divisori per bottiglie in fibra modellata →Vaschette per frutta e verdura
L’ortofrutta fresca si danneggia per effetto dei carichi puntuali e del proprio peso nella pila. L’alveolo è sagomato per distribuire il contatto sulla superficie del frutto anziché concentrarlo in pochi punti, e la geometria di impilamento della vaschetta stabilisce se il carico arriva alla frutta sottostante o viene sostenuto dalle pareti della vaschetta. Poiché l’ortofrutta respira e rilascia umidità, il comportamento della vaschetta al variare dell’umidità fa parte del brief di progetto fin dall’inizio, e non viene considerato a posteriori.
Packaging in fibra modellata su misura →Formati per uova e porzioni
I contenitori per uova sono tra le applicazioni più antiche della fibra modellata e restano tra le più impegnative: numero elevato di alveoli, annidamento stretto, disimpilamento regolare ad alta velocità (la separazione affidabile dei pezzi impilati sulla linea di confezionamento) e un rapporto di contatto diretto con il prodotto. Per i formati di questo gruppo THECA dispone di dichiarazioni di conformità del fabbricante specifiche per prodotto e di analisi di laboratorio accreditato specifiche per campione, redatte per il prodotto identificato e per le condizioni d’uso dichiarate. Questi documenti riguardano il prodotto che indicano e vengono estesi a un nuovo formato solo dopo che è stata svolta una valutazione equivalente.
Packaging in fibra modellata su misura →Imballaggi da trasporto per prodotti refrigerati e a temperatura ambiente
Tra il sito produttivo e il punto vendita il prodotto viaggia in grandi quantità. I formati da trasporto controllano l’impilamento all’interno del cartone esterno, separano le unità che altrimenti sfregherebbero o urterebbero tra loro e mantengono prevedibili le dimensioni del confezionato, così che la cartonizzazione resti efficiente. Quando il percorso è refrigerato, l’imballaggio viene condizionato e valutato in quelle condizioni, senza presumere che mantenga le prestazioni rilevate a temperatura ambiente.
Pulp wrap in fibra modellata →Interfalde e formati per la stabilizzazione dei pallet
Nella distribuzione delle bevande a cedere è il pallet, non la singola confezione. Le interfalde ripartiscono il carico sull’intero strato, impediscono che le singole unità si spostino durante il trasporto e rendono prevedibile il comportamento di una pila alta o mista. Vengono definite in funzione della reale configurazione del pallet, del numero di strati e della durata dello stoccaggio, perché la resistenza a compressione dipende dal tempo sotto carico almeno quanto dal carico di picco.
Packaging in fibra modellata su misura →Priorità ingegneristiche, nell’ordine di questo settore
Nel settore alimentare e delle bevande la questione del contatto viene per prima, perché stabilisce quali percorsi di materiale siano effettivamente percorribili per il resto del progetto.
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01
Stato di contatto e relativa documentazione
Prima di qualsiasi lavoro sulla geometria stabiliamo se la fibra tocca l’alimento, in quali condizioni e in quale mercato. Questa risposta determina il percorso della materia prima, gli additivi e i rivestimenti ammessi, l’ambiente produttivo e la documentazione richiesta per ciascun lotto. Dove il contatto è previsto, l’idoneità viene confermata per il prodotto identificato e per le condizioni d’uso dichiarate, sulla base di dichiarazioni specifiche per prodotto e di analisi specifiche per campione. Non viene mai stabilita in base al solo tipo di materiale.
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02
Assorbimento di umidità e stabilità dimensionale
La fibra assorbe umidità dall’aria e dal prodotto, e il contenuto di umidità modifica rigidità, stabilità dimensionale e tenuta in pila. Una vaschetta che si comporta bene al 50% di umidità relativa si comporta diversamente al 90%. Quando il percorso comporta sbalzi di umidità, condensa o umidità rilasciata direttamente dall’ortofrutta, l’imballaggio viene condizionato e valutato in quelle condizioni, e il margine di sicurezza è affidato alla geometria, non a un’ipotesi.
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03
Compressione sotto carico prolungato in pila
I pallet di bevande e di ortofrutta sono pesanti e restano fermi per giorni. La compressione è un comportamento che dipende dal tempo: una struttura che regge un carico di picco per un minuto può deformarsi lentamente sotto lo stesso carico nell’arco di una settimana. Spessore delle pareti, disposizione delle nervature e percorso del carico attraverso la pila vengono definiti in funzione della reale configurazione del pallet, del numero di strati e della durata di stoccaggio prevista, e poi verificati con il prodotto effettivo, a confezioni piene.
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04
Comportamento in catena del freddo e condensa
Il passaggio da una cella frigorifera a una baia di carico a temperatura ambiente genera condensa sulle superfici fredde, e quell’acqua finisce nell’imballaggio. Quando il prodotto attraversa sbalzi di temperatura, la valutazione considera come cambiano rigidità e tenuta in pila mentre l’imballaggio assorbe quell’umidità, e in quanto tempo si riprende. È trattata come una condizione di prova a sé stante, non come una variante delle prestazioni a temperatura ambiente.
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05
Adattamento dell’alveolo e modalità di danno specifiche del prodotto
Ogni prodotto si danneggia a modo suo. Il vetro cede per contatto e per urti puntuali sulla spalla; la frutta delicata si ammacca sotto una pressione prolungata; le uova si rompono per contatto sul guscio e per gli urti trasmessi attraverso il contenitore. L’alveolo viene sviluppato attorno alla specifica modalità di danno, tenendo conto della reale variabilità dimensionale del prodotto anziché di una misura nominale. Il comportamento in disimpilamento viene previsto fin dal primo concept, perché questi formati si movimentano in grandi volumi.
Quale formato per quale applicazione alimentare
Osservate la colonna dedicata al contatto: cambia le prove di cui un progetto ha bisogno prima che si possa definire qualsiasi specifica.
Scorrete la tabella lateralmente per vedere tutte le colonne →
| Formato | Indicato per | Stato di contatto | Funzione di protezione tipica | Aspetti chiave della validazione |
|---|---|---|---|---|
| Divisori per bottiglie | Vino, spumante e distillati nei formati Bordeaux, Champagne e Borgogna | A contatto con la bottiglia chiusa, non con il prodotto | Separazione tra le bottiglie e trasferimento del carico in pila | Compressione nel tempo, stabilità della pila, comportamento a contatto con il vetro |
| Vaschette per ortofrutta | Frutta e verdura in filiere refrigerate e a temperatura ambiente | Di norma contatto diretto; da confermare per prodotto e mercato | Ripartizione del carico sulla superficie del prodotto; pila sostenuta dalla vaschetta | Condizionamento in umidità, compressione, valutazione delle ammaccature |
| Formati per uova e porzioni | Formati a contatto diretto, con molti alveoli e grandi volumi | Contatto diretto; supportato da documentazione specifica per prodotto | Contenimento nel singolo alveolo e isolamento dagli urti | Idoneità al contatto, disimpilamento ad alta velocità, caduta e impilamento |
| Imballaggi da trasporto | Movimentazione in grandi quantità tra produzione, distribuzione e punto vendita | In genere nessun contatto diretto | Separazione e prevedibilità dimensionale all’interno del cartone esterno | Efficienza della cartonizzazione, compressione dopo condizionamento, movimentazione |
| Interfalde | Pallet di bevande e configurazioni a pila alta | Nessun contatto diretto | Ripartizione del carico sullo strato; controllo degli spostamenti | Compressione statica e dinamica, stabilità del pallet nel tempo |
Idoneità del materiale, tolleranze, rivestimenti e qualsiasi dichiarazione di prestazione o di conformità vengono confermati per ogni progetto in base all’applicazione specifica, al mercato e alle prove a supporto. Lo stato di contatto indicato è quello tipico e non costituisce una valutazione per un determinato progetto.
Il quadro di conformità per il packaging alimentare
Il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) si applica in tutti gli Stati membri dal 12 agosto 2026. Riguarda il sistema di imballaggio così come immesso sul mercato, non il materiale di un singolo componente. Già oggi disciplina la minimizzazione, la documentazione di conformità e le restrizioni sulle sostanze; i requisiti di progettazione per la riciclabilità, le soglie di contenuto riciclato e il limite al rapporto di spazio vuoto sono previsti a partire dal 1° gennaio 2030.
In questo settore si applica, in modo indipendente, un secondo quadro normativo, ed è di solito quello che decide le sorti del progetto.
Il contatto con gli alimenti è una qualifica distinta
Quando un imballaggio è destinato a venire a contatto con gli alimenti, si applicano i requisiti del quadro normativo del mercato di destinazione: nell’UE, tra questi, i requisiti generali per i MOCA e le eventuali disposizioni nazionali che vi si aggiungono. La valutazione riguarda il prodotto identificato, i tipi di alimento con cui entrerà in contatto, le condizioni d’uso e il mercato. Un risultato ottenuto per un prodotto in determinate condizioni non si trasferisce a un altro prodotto, a un altro tipo di alimento o a un altro mercato senza una valutazione equivalente.
Che cosa THECA può documentare oggi
THECA applica un sistema di gestione della sicurezza alimentare valutato secondo HACCP / TS 13001 per la produzione di imballaggi cellulosici stampati, affiancato da un sistema di gestione della qualità ISO 9001:2015. Per prodotti identificati, THECA dispone di dichiarazioni di conformità del fabbricante e di dichiarazioni sugli allergeni specifiche per prodotto, insieme ad analisi di laboratorio accreditato specifiche per campione, che coprono la migrazione e i parametri correlati. Questi documenti riguardano il prodotto e il campione che indicano. Non costituiscono un’approvazione generale dell’azienda per il contatto con gli alimenti, né vengono presentati come tale.
Le proprietà di fine vita sono, a loro volta, un capitolo separato. Riciclabilità, contenuto riciclato e compostabilità sono caratteristiche distinte con requisiti di prova distinti, e un’affermazione su una di esse non vale per le altre. Quando serve una dichiarazione specifica per un mercato specifico, viene valutata e supportata nel merito.
THECA limita ogni affermazione normativa, di riciclabilità, di compostabilità e di certificazione al materiale, all’applicazione, al mercato e alle prove a supporto che effettivamente copre. I certificati e i rapporti di analisi pertinenti sono disponibili per la consultazione.
Che cosa sostituisce la fibra in questo settore, e che cosa vi costa
Qui il materiale in uso è di solito economico, ben conosciuto e dimensionalmente preciso. Un confronto onesto riconosce tutti e tre gli aspetti.
Cassette per ortofrutta in polistirene espanso (EPS)
Leggere, isolanti e molto economiche a pezzo. La fibra non eguaglia l’EPS nell’isolamento termico, e quando l’isolamento è la funzione determinante va detto chiaramente, anziché cercare di aggirare il problema con la progettazione. Quando la cassetta svolge un lavoro meccanico (impilamento, protezione, presentazione), la fibra è competitiva ed elimina un materiale sempre più soggetto a restrizioni nelle forniture alla distribuzione.
Cestini e vaschette in PET e PP
Dimensionalmente precisi, trasparenti e compatibili con le attrezzature di sigillatura già installate. La fibra li eguaglia nell’impilamento e offre un argomento più solido sul piano del materiale, ma non è trasparente, e la sigillatura su una superficie in fibra è una questione tecnica a parte, con una propria qualifica. Quando la visibilità del prodotto è un requisito reale per la vendita, la risposta realistica è di solito un formato ibrido.
Divisori per bottiglie in cartone ondulato
Il sistema più diffuso per vini e distillati. La fibra sostituisce un assemblaggio incollato o a incastro con un unico pezzo formato, che accorcia le operazioni di confezionamento e si comporta in modo più prevedibile in presenza di umidità. Il compromesso riguarda gli stampi: le fustelle per il cartone ondulato costano poco e si cambiano in fretta, mentre gli stampi per la fibra si ammortizzano sui volumi. Il confronto da fare è il costo per pallet confezionato sul volume annuo, non il prezzo del singolo divisore.
Film plastici, reti e materiali di riempimento sfusi
Impiegati spesso per separare i prodotti e riempire i vuoti. Un componente in fibra progettato ad hoc può sostituirli nella confezione e, ai sensi del PPWR, trasforma ciò che viene conteggiato come spazio vuoto in un elemento conteggiato come imballaggio che svolge una funzione. Il compromesso è che la fibra richiede una geometria definita: si adatta a un codice prodotto stabile, non a un formato che cambia a ogni stagione.
Dal requisito alla produzione
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01
Analisi dell’applicazione
Dimensioni e peso del prodotto, peso a pieno dove pertinente, imballaggio attuale, configurazione del pallet e altezza della pila, percorso distributivo e profilo di temperatura, domanda annua prevista. In questo settore stabiliamo già in questa fase lo stato di contatto e il mercato di destinazione, perché entrambi determinano quali percorsi di materiale sono disponibili.
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02
Progettazione e prototipazione
Percorso del materiale, struttura delle pareti, nervature, geometria degli alveoli e comportamento in annidamento vengono sviluppati attorno all’applicazione, con progettazione e stampi realizzati internamente. I prototipi servono a verificare l’adattamento al prodotto reale, la sequenza di confezionamento e la compatibilità con il cartone esterno.
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03
Validazione secondo i criteri del settore alimentare e delle bevande
Compressione con il prodotto a pieno e la reale configurazione di impilamento, condizionamento in umidità, valutazione in catena del freddo quando il percorso lo richiede, verifiche di movimentazione e di caduta. Dove il contatto è previsto, il percorso documentale viene concordato in parallelo. Ambito delle prove e criteri di accettazione vengono definiti prima dell’approvazione degli stampi.
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04
Stampi e produzione in serie
Stampi di serie, tolleranze, punti di controllo, configurazione di imballo e requisiti di fornitura vengono definiti in via definitiva. La produzione segue la specifica concordata, i criteri di qualità e le dichiarazioni documentate.
Dal brief al primo campione in quattro settimane
Per i progetti tecnicamente idonei, THECA può passare da un brief di packaging completo al primo campione in fibra modellata attraverso un percorso mirato di quattro settimane. Nei progetti per alimenti e bevande, tenete presente che la documentazione relativa al contatto segue una propria tempistica: viene preparata in parallelo al campione e non è un risultato della campionatura.
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Settimana 1
Progettazione del prodotto e del packaging
Analizziamo geometria del prodotto, punti da proteggere, sequenza di confezionamento e percorso del materiale, quindi sviluppiamo il concept in fibra modellata a partire da campioni, disegni o dati 3D approvati.
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Settimane 2–3
Costruzione dello stampo
Una volta approvata la direzione progettuale, lo stampo di campionatura viene realizzato nella nostra officina interna e preparato per la produzione di prova, tenendo conto dei requisiti di formatura, di sformatura e dimensionali.
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Settimana 4
Produzione dei campioni
Vengono prodotti i primi campioni in fibra modellata per una prima verifica di adattamento, movimentazione e sequenza di confezionamento, prima della validazione specifica per l’applicazione e delle decisioni sulla produzione in serie.
L’obiettivo delle quattro settimane decorre dal ricevimento di dati tecnici completi, di campioni del prodotto o di file 3D approvati e della conferma scritta dell’ambito di progettazione. Restano esclusi da questo obiettivo i tempi di approvazione da parte del cliente, le revisioni del progetto, le prove applicative, gli stampi di serie e i tempi della produzione in serie.
I quantitativi minimi d’ordine partono da circa 10.000 pezzi. Il tempo tipico di produzione in serie è di 2–4 settimane dall’approvazione finale del prodotto, dall’approvazione degli stampi e dal ricevimento di un ordine d’acquisto confermato.
Domande frequenti sul packaging per alimenti e bevande
Disponete di documentazione sul contatto con gli alimenti a cui possiamo fare riferimento nel nostro fascicolo di conformità?
Per i prodotti identificati, sì. THECA dispone di dichiarazioni di conformità del fabbricante e di dichiarazioni sugli allergeni specifiche per prodotto, insieme ad analisi di laboratorio accreditato specifiche per campione. Questi documenti riguardano il prodotto e il campione che indicano, nelle condizioni d’uso in essi dichiarate. Per un nuovo prodotto, un nuovo tipo di alimento o un nuovo mercato si svolge una valutazione equivalente, anziché estendere la documentazione esistente. Indicateci il prodotto, l’alimento con cui entrerà in contatto e il mercato di destinazione: vi diremo quali documenti esistono già e quali andrebbero preparati.
Come si comporta la fibra modellata in una catena refrigerata o ad alta umidità?
Assorbe umidità, e il contenuto di umidità modifica rigidità e tenuta in pila. È un dato di progetto, non un motivo di esclusione. Quando il percorso prevede stoccaggio refrigerato, sbalzi di temperatura o condensa, l’imballaggio viene condizionato e valutato in quelle condizioni e il margine è affidato alla geometria. Quello che non faremo è indicarvi valori di compressione misurati in condizioni ambiente lasciandovi supporre che restino validi al 90% di umidità relativa.
I divisori in fibra possono sostenere un pallet completo di spumante?
Spesso sì, ma va specificato, non dato per scontato. Le bottiglie di spumante sono più pesanti e hanno pareti più spesse rispetto a quelle dei vini fermi, e il caso di carico è una compressione prolungata per giorni, non un evento di picco. Struttura delle pareti e disposizione delle nervature vengono sviluppate sul vostro peso a pieno effettivo, sul numero di strati e sulla durata di stoccaggio, e poi verificate con il prodotto reale prima dell’approvazione degli stampi.
Una vaschetta per ortofrutta assorbe l’umidità della frutta e perde rigidità?
L’ortofrutta respira e rilascia umidità, e la vaschetta raggiunge un equilibrio con l’ambiente circostante. La domanda è se la rigidità che ne risulta sostiene ancora la pila per il tempo richiesto. Lo valutiamo nelle condizioni reali, non in condizioni ambiente, e quando l’esposizione è severa vi diciamo se la geometria è in grado di reggerla o se nella confezione serve un accorgimento protettivo.
I vostri prodotti per alimenti e bevande sono compostabili o riciclabili?
Sono due proprietà distinte, con requisiti di prova distinti, e nessuna delle due viene dichiarata in termini generali. La riciclabilità viene valutata rispetto al quadro di riferimento pertinente per l’imballaggio così come immesso su un mercato specifico. La compostabilità è un percorso di certificazione a livello di prodotto, che va intrapreso e documentato per il prodotto e per la norma di riferimento. Quando una dichiarazione è davvero necessaria, vi indichiamo quali prove esistono oggi e quali andrebbero ancora ottenute.
Potete riprodurre esattamente le dimensioni degli alveoli della nostra attuale vaschetta in plastica?
Di solito non esattamente, e una copia diretta raramente è l’obiettivo giusto. La tolleranza dimensionale ottenibile dipende dal processo di formatura e viene concordata in fase di concept. Soprattutto, un alveolo ottimizzato per una parete in plastica termoformata si comporta diversamente in fibra, dove spessore di parete e angoli di sformo svolgono una funzione strutturale. Riprogettiamo l’alveolo attorno agli stessi requisiti di trattenuta e di protezione, e verifichiamo adattamento e compatibilità con la linea usando il prodotto reale.
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Diteci che cosa contiene e dove deve arrivare.
Inviateci dimensioni del prodotto, peso a pieno, metodo di imballaggio attuale, configurazione del pallet, percorso distributivo e profilo di temperatura, mercato di destinazione e volume annuo previsto. Il nostro team di ingegneria separerà la questione del trasporto da quella del contatto, vi indicherà quale documentazione richiede ciascuna e individuerà il passo tecnico successivo, dicendovi apertamente anche quando la fibra modellata non è la strada giusta.
